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DALLA PARTE DELLA SUPERPOTENZA PACIFISTA



Non avevo creduto sarebbe potuto accadere e forse questo è un tratto comune dei momenti che precedono una guerra. La gente pensa che nessuno sarà così folle da scatenare il conflitto e poi invece accade. 
Accade per la follia di un uomo? Accade perchè esiste una linea di confine, e quindi da un lato c'è il bene e dall'atro il male?
Non credo che l'etica c'entri in questa storia. Questa è invece una faccenda caratterizzata da assetti geopolitici (la Russia non vuole il nemico alle porte. Nemico che ha tutto l'interesse a puntare invece una bandierana in Ucraina) ed  economici (il controllo dei grandi flussi di gas. Da poco sono stati ultimati i lavori del gasdotto Nord Stream 2, 12 miliardi di dollari investiti dal colosso Gazprom grazie al quale Berlino avrebbe aumentato la sua dipendenza da Mosca del 70 %).
Questi sono i fatti, poi c'è la sovrastruttura, cioè il racconto che la macchina dei consensi alla guerra propina dei fatti. In questo spazio mediatico lo scontro di interessi viene travestito con apparenze etiche: il bene contro il male, identità russa contro quella occidentale, il mantenimento della pace con le armi, Patria e traditori, autonomia e controllo e potremmo andare avanti a lungo.
Di fatto l'area geopolitca che va dalla Germania all'Ucraina diviene il punto di convergenza dei gradi interessi che riguardano una questione fondamentale per il futuro: l'energia.
Il sistema-mondo è anche un codice di riproduzione del sistema economico, ed ogni macchina economica ha bisogno di energia per alimentarsi, pena l'entropia o una lenta glaciale fine per dissoluzione.
Così l'Ucraina è dilatata ad ovest dal Nord Stram 2 ed a est da Power of Siberia, il grande progetto che prevede l'esportazione di gas verso la Cina.
Uno scontro tra Potenze qundi.
Mi sono chiesto, e l'ho fatto tentando di essere estremamente onesto con me stesso, con quale Potenza schierarmi, insomma da che parte stare.
Penso agli esseri umani. Certi moti dell'Animo sono diffcilmente declinabili politicamente. Così ritengo vi sia un ulteriore attore in gioco: la Superpotenza pacfista. Il tema della guerra deve essere trattato esclusivamente dalle diplomazie, o può essere statuito o destituito dalle genti? Quando la nostra Costituzione parla di ripudio, lo fa in rapporto all'Italia, alle genti e ai cittadini quindi, non in relazione ai soli governi. Sento intimamente che tale ripudio debba divenire un processo costituente per una nuova Superpotenza fatta di esseri umani che contrastino la cultura della morte.
Lo dico charamente: la mia Anima non ha dubbi. Ci vedamo in piazza.

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